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Ben poco si può dire di Praga che non sia gia stato detto mille e più volte, ma una pur breve introduzione devo pur scriverla.
La cosa più banale è parlare di quelle che sono le differenze rispetto alla città che avevo visto sedici anni fa, nell'aprile del 1992.
Per prima cosa io ero più giovane, ma questo con la città di Hus non c'entra... e poi dappertutto c'era maggior grigiore (Praga aveva da non troppo fatto la sua rivoluzione di velluto e si stava separando da Bratislava). Allora era una metropoli post-comunista in cui si aprivano i primi fast-food, oggi la stessa metropoli è decisamente occidentale; l'invasione commercialeglobale è pervasiva e onnipresente, ma i praghesi sono stati bravi a non fare scempio della loro storia, anzi! Opportunamente restaurati, i numerosi palazzi del centro "storico" (Praga 1 e Praga 2, per chi è pratico) fanno un figurone che neanche Parigi. In compenso non sono cambiate l'educazione e l'affidabilità dei praghesi; i mezzi pubblici sono puliti ed efficienti ed è sempre improbabile trovare cartacce in terra e automobilisti indisciplinati. L'unica eredità "sovietica" sembrano le biglietterie (quelle umane) della metropolitana; una volta non hanno i biglietti, un'altra non hanno il resto, un'altra ancora mancano ambedue le cose... è dura procurarsi monetine a sufficienza per nove persone, bah.
Per il resto l'atmosfera è sempre quella di una magica città carica di storia e di storie, col suo enorme castello di guardia, il ponte Carlo pieno di bancarelle (spariti i colbacchi dell'Armata Rossa!) e di musicisti, la Karlova zeppa di negozi e di turisti, l'orologio che ad ogni scoccare d'ora attira frotte di aaaah-oooooh-woooonderful. Ma anche la (relativa) quiete delle sinagoghe e del cimitero ebraico, la maestosità delle chiese gotiche e barocche, la severità dello sguardo di Hus dal suo monumento, il fascino "alieno" della Casa Danzante, la birra, il goulash, il prosciutto affumicato (e non) e gente, tanta gente, dovunque. Sono propenso a considerare fotomontaggi le foto che ritraggono il ponte Carlo deserto e immerso in una sottile nebbiolina.
Ma quest'anno 2008 per Praga era anche il quarantennale dell'invasione sovietica. Oltre ad altro, c'era una specie di mostra permanente in piazza San Venceslao, con fotografie dell'epoca, una parete ricoperta di slogan e persino un carro armato. I cechi sembrano voler ricordare molto bene che cosa è loro accaduto. Praga forever! Praga Caput Regni!. Augusto
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